Data astrale… boh? Io non leggo le date, non mi serve, tanto arrivo comunque in orario. Spesso anche in anticipo.
11:00
Però, fanno in fretta a rimettere in sesto qui. Appena scappata la tizia sono usciti tutti a smanettare, cercare, rovistare, pulire (e insabbiare). Doc e Xiao sono andati in cerca di indizi, ma sembra che la nave attaccata stia fondendo nelle sue ultime fiamme e c’è pure un militare che cerca di tenerci lontano da tutto.
11:30
Il militare è un certo tenente Luis Knoffer, antipatico. A parte il fatto che non si è visto nel marasma generale (comodo uscire fuori quando tutto è tranquillo), ci ringrazia con poche parole, non ci dice niente della stazione militare e continua a volerci fare credere che sia solo una miniera. Ho anche provato a corromperlo con uno dei miei mitici modellini della FireFly (edizione limitata, con cromature e pezzi semoventi, un vero gioiellino) ma niente. Non si è sbottonato. Spero almeno si ricordi di noi dovesse avere bisogno di altro aiuto.
Però almeno abbiamo concluso la prima parte della missione e recuperato il pacco. E soprattutto ci hanno pagato per l’intervento di appoggio alla “miniera”. 500 crediti. Dicono ci faranno un bonifico. Mah, mi fido sempre poco se non vedo il soldo contante.
13:00
Ho scoperto, con le mie indubbie e inarrivabili qualità di navigatore del Cortex (che tra parentesi potrebbero anche migliorare, è lento e ritroso nel dare informazioni) che il megaboss della base è un certo Dominic Harper. Vediamo un po’: sui 55 anni, direttore delle ricerche che lavora da 8 anni per la BluSun, brizzolato. Allego le foto che ho trovato (anche se sono di quando era bambino, prima di un esperimento biologico).
La BluSun è una megacorporation per la produzione di cibo e carburante per razzi. Non ho mai capito se le cose sono separate o congiunte… una volta ho provato una loro busta liofilizzata (di quelli che metti l’acqua dentro, agiti la busta, schiacci un pulsante e il piatto diventa caldo e pronto da mangiare). Per quanto era pessima, poteva anche contenere dell’olio per motori. E forse ne conteneva, visto che l’aveva preparata Xiao.
14:00
Il tenente Knoffer ci ha finalmente portato il pacco. Pacco… un contenitore enorme sigillato a tenuta stagna che dice contenere qualcosa di fragile. Peccato abbia un sistema che ne permetta l’apertura solo a destinazione, mi sarebbe piaciuto sbirciare dentro. I sensori di bordo non indicano pericoli per la nave, per il momento mi basta.
Al solito il capitano Achab stava per usare il suo timbrino di Puccy per firmare la bolla di carico. Devo ancora ricordargli che è meglio usare quello ufficiale, su cui ho anche installato un modellino della FireFly, così fa anche figo nei confronti dei clienti. E’ importante che si ricordino sempre chi siamo, anche quando firmiamo i documenti.
15:30
Inizio la manovra di distacco dall’asteroide. Il capitano si è di nuovo raccomandato di non sgommare. Uff… mica l’ho scelto io il meccanico con il mal di spazio. Dice che non è carino farla vomitare in sala macchine, per fortuna tutti i modellini li ho nella mia stanza ben protetti. Metto il pilota automatico e mi dedico a Tetris.
18:30
Cazz! Per un momento ho temuto ci inseguissero i Reavers. Quelli che “ti uccidono, ti mangiano e ti stuprano, non necessariamente in questo ordine”. E’ stato divertente vedere come Abrahm si precipitasse a effettuare la sua “ritirata strategica”… nel senso che come al solito si è chiuso in bagno. Mi sono sempre chiesto se in fondo non fosse solo un pretesto per lasciarsi andare alle sue voglie più sfrenate. Dovrebbe darsi una calmata, le occhiaie proprio non gli donano.
Comunque, scampato pericolo, era “solo” la tizia che ci è sfuggita dalla “miniera”. Mi è sembrato carino ricambiare il favore e fuggire anche noi. Almeno ora siamo pari. Anche perché ha iniziato subito a spararci e a danneggiare la nave. Io l’ho sempre detto che dobbiamo dotarci di un minimo di sistemi di autodifesa, ma il capitano non ne vuole sapere. Dice che saremmo troppo aggressivi. Cavolo, è da un mese che ci sparano tutti addosso, almeno avere qualche deterrente…
Alla fine l’ho seminata. Sono troppo un grande. Il migliore pilota di tutto il Verso. Mi sono buttato nella fascia di asteroidi e con un paio di mosse da maestro (che hanno fatto vomitare il meccanico… ma mica posso pensare a tutto io, no?) l’ho anche fatta schiantare. Il capitano dice che avremmo potuto recuperare informazioni importanti, ma non credo che avrebbe comunque parlato. Meglio così, una preoccupazione in meno.
22:00
Metto il pilota automatico, me ne vado a dormire e proseguiamo verso Ariel e i nostri 2400 crediti di compenso.
domenica 22 luglio 2007
venerdì 6 luglio 2007
03/07/2157 - Asteroide solitario
Porca vacca galattica!
Dimmi te se per una sbarbatella (che gran pezzo di sbarbatella, però! O forse era solo passato tanto tempo...) devo rischiare di farmi portare via la mia adorata MJ! A momenti stavo per farmi lasciare su questa lurida stazione orbitante... non per altro, ma non ci sono neanche le Accompagnatrici in zona.
Poco male, son riuscito a tornare sulla Slacker per il rotto delle braghe.
Faccio a mala pena in tempo a risistemarmi, che già ci avviciniamo alla base mineraria BS214, dove dobbiamo recuperare quel materiale per John Jameson da portare sul pianeta Ariel. Che lavoro del cavolo. Però pare pagarci bene, il che mi puzza. E mi puzza ancora di più questo pezzo di roccia sperduto in questa fascia di asteroidi tra Persephone e New Belmore. Di minerario sembra aver poco. Sembra più un'installazione militare.
Non faccio neanche in tempo a completare questo pensiero, che da lontano vediamo la base. Ma sopratutto, vediamo all'attracco un cargo in fiamme e due navette che sembrano averlo attaccato. Ancora dobbiamo iniziare, e già le cose vanno male. Ci avviciniamo e prepariamo l'atterraggio. Mentre gli altri decidono se indossare o meno la tuta spaziale, io mi preparo semplicemente meglio del previsto: giubbetto, MJ e un paio di granate. Tute spaziali... forse servono per farsi vedere meglio, bah!
Devo dire che Paul quando ci si mette è anhce bravo: discesa rapida, atterraggio indolore. Peccato che subito dopo inizia a parlare e rovina tutto. Io scendo dopo la meccanica: non per altro, ma così le posso guardare ancora una volta il fondoschiena, che in quel pantalone ammetto che risulta notevole.
Per ultimo scende Achab: forse pensa che in quanto capitano, deve lasciare sempre per ultimo la nave...
Ci dividiamo e controlliamo la zona di atterraggio: le navette, monoposto molto newtech, sono vuote. Io e Doc ci avviciniamo al cargo, ma c'è troppo fumo e a parte qualche scatolone e cassa di carico, non riusciamo a notare.
Così, mentre Xi-e-qualcosa cerca di sabotare le due navicelle, tutti noi scendiamo per entrare nella base.
Superiamo le porte scorrevoli, che sono attive - quindi c'è energia - e ci ritroviamo nella hall: alla faccia della stazione mineraria! La puzza di base militare è ora diventato un tanfo insopportabile. un tanfo però misto all'odore di sangue, come quello che notiamo nel laghetto che fa capolino dietro la reception. Nessun cadavere, però: sembra esser stato sollevato a forza e portato via.
Non c'è che dire: in poco tempo questa stazione è stata messa completamente sottosopra. Anche i computer sono stati manomessi, ci dice Paul. Sia quello della reception che quello dell'ufficio. Però ad un certo punto ci dice di aver trovato la password. Ma smanetta come un pazzo senza successo... no comment. Io non ci provo neanche.
Subito dopo arriva Culetto Bello, e dopo aver armeggiato un po', riesce a superare le protezioni e a scaricare le mappe della base. Riesce anche ad attivare delle telecamere in alcune zone, e scopriamo così che c'è qualcuno barricato in un laboratorio e negli alloggi sotterranei. Ci sono guardie e ricercatori, ma sembrano tutti molto spaventati. Evidentemente gli attaccanti devono aver fatto un bel po' di caos, per ridurli in quello stato.
Intanto noi decidiamo di muoverci: dopotutto, abbiamo una missione da portare a compimento. Io Paul e Doc scendiamo per la rampa di scale, mentre Chiappe Sode controlla il terminale e ci dà indicazioni via comunicatore. Ci dice infatti che arrivano vari rumori dai laboratori centrali.
Solo che.... un dubbio si insinua nella mia testa: e se gli assalitori fossero Reavers? Io non mi batto contro quelle bestie! Nessuna paga è sufficiente per convincermi ad affrontare quegli esseri disumani, quei carnivori senza anima che assaltano e depredano e scarnificano tutto cià che gli si para davanti.
Xiao però, dopo esser riuscita ad entrare in contatto con i superstiti del laboratorio, fuga ogni mio dubbio: gli assalitori sono solo due, ma armati di pistole e spade sono riusciti a decimare le guardie e ora stanno mettendo a soqquadro la stazione alla ricerca di qualcosa di non ben precisato. Non sono Reavers, quindi, e mi puzzano invece di Alleanza: un uomo e una donna, vestiti uguali con abito scuro, occhialetti piccoli scuri, capelli corti quasi grigi.
Decidiamo non so perchè di affrontarli: gli altri evidentemente si sono fatti prendere dal virus del buon samaritano. Da parte mia, potevamo semplicemente attendere che finissero di cercare quel che gli interessava, e a quel punto noi ci saremmo interessati al nostro carico. Invece no... chissà perchè Achab deve sempre combattere per cause perse.
Poco male, almeno si sparerà un poco. Ci organizziamo anche con le guardie rimaste per coordinarci in un'attacco che possa perlomeno prenderli di sorpresa.
Ma prima di muoverci, Paul va nella sala macchine per bloccare l'energia agli ascensori, io mi sistemo per coprire con MJ le uscite e Doc controlla le scale.
Non appena la meccanica ci dice che probabilmente i due Black sono usciti dai laboratori, facciamo uscire le guardie perchè li circondino.
Nel frattempo però l'uomo mi capita sotto mira. Senza troppo pensare (non è un mio problema di certo...) sparo e lo colpisco: adorabile MJ! Corro per controllare la situazione, mentre Paul e Doc mi coprono le spalle. Me lo ritrovo davanti! Ma con una sventagliata è a terra. Anzi, sarebbe meglio dire aria, visto che dopo esser caduto, brucia dall'interno di un fuoco blu che non ne lascia che un cumulo di cenere.
La donna sembra essere scomparsa, ma un botto dall'altra parte del piano ci fa capire che non si è certo arresa. povere guardie.
Paul se la vede correre incontro, con uno zainetto in spalla che subito si toglie per piazzarlo alla base della parete. Pensiamo a una bomba, ma con nostro stupore vediamo che riesce a chiamare gli ascensori. Paul e Doc provano a spararle, ma lei è più veloce lanciandoci addosso una granata. Facciamo appena in tempo a nasconderci, che lei è già scomparsa lasciandosi dietro solo quello zainetto sforacchiato.
Dimmi te se per una sbarbatella (che gran pezzo di sbarbatella, però! O forse era solo passato tanto tempo...) devo rischiare di farmi portare via la mia adorata MJ! A momenti stavo per farmi lasciare su questa lurida stazione orbitante... non per altro, ma non ci sono neanche le Accompagnatrici in zona.
Poco male, son riuscito a tornare sulla Slacker per il rotto delle braghe.
Faccio a mala pena in tempo a risistemarmi, che già ci avviciniamo alla base mineraria BS214, dove dobbiamo recuperare quel materiale per John Jameson da portare sul pianeta Ariel. Che lavoro del cavolo. Però pare pagarci bene, il che mi puzza. E mi puzza ancora di più questo pezzo di roccia sperduto in questa fascia di asteroidi tra Persephone e New Belmore. Di minerario sembra aver poco. Sembra più un'installazione militare.
Non faccio neanche in tempo a completare questo pensiero, che da lontano vediamo la base. Ma sopratutto, vediamo all'attracco un cargo in fiamme e due navette che sembrano averlo attaccato. Ancora dobbiamo iniziare, e già le cose vanno male. Ci avviciniamo e prepariamo l'atterraggio. Mentre gli altri decidono se indossare o meno la tuta spaziale, io mi preparo semplicemente meglio del previsto: giubbetto, MJ e un paio di granate. Tute spaziali... forse servono per farsi vedere meglio, bah!
Devo dire che Paul quando ci si mette è anhce bravo: discesa rapida, atterraggio indolore. Peccato che subito dopo inizia a parlare e rovina tutto. Io scendo dopo la meccanica: non per altro, ma così le posso guardare ancora una volta il fondoschiena, che in quel pantalone ammetto che risulta notevole.
Per ultimo scende Achab: forse pensa che in quanto capitano, deve lasciare sempre per ultimo la nave...
Ci dividiamo e controlliamo la zona di atterraggio: le navette, monoposto molto newtech, sono vuote. Io e Doc ci avviciniamo al cargo, ma c'è troppo fumo e a parte qualche scatolone e cassa di carico, non riusciamo a notare.
Così, mentre Xi-e-qualcosa cerca di sabotare le due navicelle, tutti noi scendiamo per entrare nella base.
Superiamo le porte scorrevoli, che sono attive - quindi c'è energia - e ci ritroviamo nella hall: alla faccia della stazione mineraria! La puzza di base militare è ora diventato un tanfo insopportabile. un tanfo però misto all'odore di sangue, come quello che notiamo nel laghetto che fa capolino dietro la reception. Nessun cadavere, però: sembra esser stato sollevato a forza e portato via.
Non c'è che dire: in poco tempo questa stazione è stata messa completamente sottosopra. Anche i computer sono stati manomessi, ci dice Paul. Sia quello della reception che quello dell'ufficio. Però ad un certo punto ci dice di aver trovato la password. Ma smanetta come un pazzo senza successo... no comment. Io non ci provo neanche.
Subito dopo arriva Culetto Bello, e dopo aver armeggiato un po', riesce a superare le protezioni e a scaricare le mappe della base. Riesce anche ad attivare delle telecamere in alcune zone, e scopriamo così che c'è qualcuno barricato in un laboratorio e negli alloggi sotterranei. Ci sono guardie e ricercatori, ma sembrano tutti molto spaventati. Evidentemente gli attaccanti devono aver fatto un bel po' di caos, per ridurli in quello stato.
Intanto noi decidiamo di muoverci: dopotutto, abbiamo una missione da portare a compimento. Io Paul e Doc scendiamo per la rampa di scale, mentre Chiappe Sode controlla il terminale e ci dà indicazioni via comunicatore. Ci dice infatti che arrivano vari rumori dai laboratori centrali.
Solo che.... un dubbio si insinua nella mia testa: e se gli assalitori fossero Reavers? Io non mi batto contro quelle bestie! Nessuna paga è sufficiente per convincermi ad affrontare quegli esseri disumani, quei carnivori senza anima che assaltano e depredano e scarnificano tutto cià che gli si para davanti.
Xiao però, dopo esser riuscita ad entrare in contatto con i superstiti del laboratorio, fuga ogni mio dubbio: gli assalitori sono solo due, ma armati di pistole e spade sono riusciti a decimare le guardie e ora stanno mettendo a soqquadro la stazione alla ricerca di qualcosa di non ben precisato. Non sono Reavers, quindi, e mi puzzano invece di Alleanza: un uomo e una donna, vestiti uguali con abito scuro, occhialetti piccoli scuri, capelli corti quasi grigi.
Decidiamo non so perchè di affrontarli: gli altri evidentemente si sono fatti prendere dal virus del buon samaritano. Da parte mia, potevamo semplicemente attendere che finissero di cercare quel che gli interessava, e a quel punto noi ci saremmo interessati al nostro carico. Invece no... chissà perchè Achab deve sempre combattere per cause perse.
Poco male, almeno si sparerà un poco. Ci organizziamo anche con le guardie rimaste per coordinarci in un'attacco che possa perlomeno prenderli di sorpresa.
Ma prima di muoverci, Paul va nella sala macchine per bloccare l'energia agli ascensori, io mi sistemo per coprire con MJ le uscite e Doc controlla le scale.
Non appena la meccanica ci dice che probabilmente i due Black sono usciti dai laboratori, facciamo uscire le guardie perchè li circondino.
Nel frattempo però l'uomo mi capita sotto mira. Senza troppo pensare (non è un mio problema di certo...) sparo e lo colpisco: adorabile MJ! Corro per controllare la situazione, mentre Paul e Doc mi coprono le spalle. Me lo ritrovo davanti! Ma con una sventagliata è a terra. Anzi, sarebbe meglio dire aria, visto che dopo esser caduto, brucia dall'interno di un fuoco blu che non ne lascia che un cumulo di cenere.
La donna sembra essere scomparsa, ma un botto dall'altra parte del piano ci fa capire che non si è certo arresa. povere guardie.
Paul se la vede correre incontro, con uno zainetto in spalla che subito si toglie per piazzarlo alla base della parete. Pensiamo a una bomba, ma con nostro stupore vediamo che riesce a chiamare gli ascensori. Paul e Doc provano a spararle, ma lei è più veloce lanciandoci addosso una granata. Facciamo appena in tempo a nasconderci, che lei è già scomparsa lasciandosi dietro solo quello zainetto sforacchiato.
martedì 3 luglio 2007
Diario di bordo di Xiao
Giovedì 1. E' morto il capitano Eddie. Me lo sono ripetuto anche a voce alta per renderlo reale... ma ancora aspetto di svegliarmi da questo incubo.
Abbiamo avuto successo talmente tante volte in missioni in cui le probabilità di riuscita erano assolutamente sfavorevoli che anche stavolta non mi aspettavo niente di meno. Invece la Legge dei Grandi Numeri ha preteso il suo pegno: la vita del Capitano.
Achab ha cercato di fare del suo meglio, organizzando una specie di piano, ma, a dire il vero, tra tutti, sembra quello piu' provato. In ogni caso la nostra prossima meta sembra essere Half Point, la base spaziale, dove dovremo incontrare un certo John Jameson.
Domenica 4. Dannazione! Persino i motori non rispondono come dovrebbero. Ho fatto qualche modifica al collettore del refrigerante, teoricamente il rendimento dei motori avrebbe dovuto migliorare approssimativamente del 4.89%. Invece l'aumento è stato di solo il 2.47%... non me lo spiego. E non ho sbagliato io. Io non sbaglio. Dannazione!
Giovedì 8. Persino quel bifolco di Abrahm sembra un po' meno preso dalle sue solite attività: lucidare MJ e guardare il mio culo. Anche lui toccato dalla perdita? Anche lui ha forse un cervello o dei sentimenti? Uhm...
Venerdì 9. Strano (o forse no?), Jeshi, che di solito al giovedì viene sempre per la Sbevazzata del Giovedì, e che e' stato tra i membri fondatori del Club della Sbevazzata del Giovedì, non si e' visto. Abbiamo provato a chiamarlo, per fare anche un brindisi alla memoria del Vecchio ma nemmeno ha risposto...
Sabato 10. Fanculo.
Domenica 11. Fanculo e fanculo.
Mercoledì 14. Finalmente stanotte si arriva ad Half Point. Finalmente si scende. Spero che Paul non mi faccia vomitare con le sue solite manovre per un attracco acrobatico, l'ultima volta tra un po' mi spacco la testa scivolando sul mio vomito.
Giovedì 15. Achab e' andato ad incontrare quel John. Sebra che il Vecchio ci stimasse più del dovuto: ci ha lasciato la Slacker. Accidenti a te Eddie!
Stiamo anche cercando un prete (brrr) per la cerimonia funebre, pare che il capitano fosse un cristiano.
Venerdì 16. Jeshi sembra sparito. Ieri ha salutato e stasera non era rientrato, un comportamento a dir poco singolare. Il tipo amico del Capitano Shin ci ha messo in contatto con un prete. La cerimonia e' stata una delle solite farse tipiche delle religioni. Il mio saluto a Eddie lo avevo gia' dato, a modo mio. Ma per il rispetto che provo - uhm - provavo per lui, ho assistito in silenzio. Pittoresco come ancora non mi sia avvezza a parlare di lui al passato.
Jameson ci ha pure affidato un lavoro, sembra una cosa semplice, anche se lunga e noiosa. Dobbiamo recuperare un carico da un posto segreto nella cintura di asteroidi tra Persefone e New Belmore e portarlo ad Ariel. Puzza di roba militare, quindi emette un fetore da lontano anni luce. Ma sono soldi. Partenza in serata.
Venerdì 16, 1 ora dopo il decollo. Jeshi non è tornato. Me lo aspettavo. Abbiamo fatto finta di cercarlo. Ma se se ne è andato avrà avuto i suoi motivi.
Arrivo stimato in 3 ore e qualche minuto... 16 minuti. Ometto i secondi, c'è sempre da tener conto degli imprevisti. Tra l'altro, nella fretta di partire abbiamo rischiato di dimenticarci Abrahm... non che fosse questa fuga di cervelli... ma quando c'e' da sparare sa il fatto suo. E' arrivato a bussare al portellone con le brache ancora semi calate.
I motori ronzano che è un piacere. Per usare l'espressione adatta direi che fanno le fusa. Tesori!!!
Abbiamo avuto successo talmente tante volte in missioni in cui le probabilità di riuscita erano assolutamente sfavorevoli che anche stavolta non mi aspettavo niente di meno. Invece la Legge dei Grandi Numeri ha preteso il suo pegno: la vita del Capitano.
Achab ha cercato di fare del suo meglio, organizzando una specie di piano, ma, a dire il vero, tra tutti, sembra quello piu' provato. In ogni caso la nostra prossima meta sembra essere Half Point, la base spaziale, dove dovremo incontrare un certo John Jameson.
Domenica 4. Dannazione! Persino i motori non rispondono come dovrebbero. Ho fatto qualche modifica al collettore del refrigerante, teoricamente il rendimento dei motori avrebbe dovuto migliorare approssimativamente del 4.89%. Invece l'aumento è stato di solo il 2.47%... non me lo spiego. E non ho sbagliato io. Io non sbaglio. Dannazione!
Giovedì 8. Persino quel bifolco di Abrahm sembra un po' meno preso dalle sue solite attività: lucidare MJ e guardare il mio culo. Anche lui toccato dalla perdita? Anche lui ha forse un cervello o dei sentimenti? Uhm...
Venerdì 9. Strano (o forse no?), Jeshi, che di solito al giovedì viene sempre per la Sbevazzata del Giovedì, e che e' stato tra i membri fondatori del Club della Sbevazzata del Giovedì, non si e' visto. Abbiamo provato a chiamarlo, per fare anche un brindisi alla memoria del Vecchio ma nemmeno ha risposto...
Sabato 10. Fanculo.
Domenica 11. Fanculo e fanculo.
Mercoledì 14. Finalmente stanotte si arriva ad Half Point. Finalmente si scende. Spero che Paul non mi faccia vomitare con le sue solite manovre per un attracco acrobatico, l'ultima volta tra un po' mi spacco la testa scivolando sul mio vomito.
Giovedì 15. Achab e' andato ad incontrare quel John. Sebra che il Vecchio ci stimasse più del dovuto: ci ha lasciato la Slacker. Accidenti a te Eddie!
Stiamo anche cercando un prete (brrr) per la cerimonia funebre, pare che il capitano fosse un cristiano.
Venerdì 16. Jeshi sembra sparito. Ieri ha salutato e stasera non era rientrato, un comportamento a dir poco singolare. Il tipo amico del Capitano Shin ci ha messo in contatto con un prete. La cerimonia e' stata una delle solite farse tipiche delle religioni. Il mio saluto a Eddie lo avevo gia' dato, a modo mio. Ma per il rispetto che provo - uhm - provavo per lui, ho assistito in silenzio. Pittoresco come ancora non mi sia avvezza a parlare di lui al passato.
Jameson ci ha pure affidato un lavoro, sembra una cosa semplice, anche se lunga e noiosa. Dobbiamo recuperare un carico da un posto segreto nella cintura di asteroidi tra Persefone e New Belmore e portarlo ad Ariel. Puzza di roba militare, quindi emette un fetore da lontano anni luce. Ma sono soldi. Partenza in serata.
Venerdì 16, 1 ora dopo il decollo. Jeshi non è tornato. Me lo aspettavo. Abbiamo fatto finta di cercarlo. Ma se se ne è andato avrà avuto i suoi motivi.
Arrivo stimato in 3 ore e qualche minuto... 16 minuti. Ometto i secondi, c'è sempre da tener conto degli imprevisti. Tra l'altro, nella fretta di partire abbiamo rischiato di dimenticarci Abrahm... non che fosse questa fuga di cervelli... ma quando c'e' da sparare sa il fatto suo. E' arrivato a bussare al portellone con le brache ancora semi calate.
I motori ronzano che è un piacere. Per usare l'espressione adatta direi che fanno le fusa. Tesori!!!
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